itaAndrea Simoncelli (Allenatore)ita

Nato a Forlì il 29-1-1977
Società:-1995-’96 All. Under 16 POL. Altini (FO)
             -1996-’98 V. A. Under 18 Icot Forlimpopoli
             -1999-’00 Ass. Coach e Scoutman
             -2000-’01 V. A. Icot Faenza   (B2)
             -2001-’02 Scoutman e Videoman Claus Lib. FO (B1)
             -2002-’03 All. Sett. Giov. Edere Icot FO
             -2003-… Videoman Foppapedretti BG (A1)
simoncelli

 

Dopo tante donne, ecco, per la gioia delle appassionate di volley, un uomo che…conta. Ed effettivamente, visto il ruolo, Simoncelli è uno che conta tantissimo all’interno di una società come la Volley Bergamo. Con Andrea ho voluto analizzare gli aspetti concernenti il suo ruolo: abbiamo voluto sfatare anche un luogo comune che vuole la maggior parte dele persone sostenere che…
“quello dello scoutman è un lavoro facile, semplice, sono sempre seduti, non fanno niente”; e invece ci parli del tuo lavoro e in che cosa consiste o come organizzi la tua giornata o i tuoi impegni?

E’ molto faticoso a livello mentale. Personalmente passo le prime ore delle giornate al video. Curo i particolari partita per partita facendo attenzione  a quelli più importanti e annotando situazioni, cose talmente piccole che al palazzetto durante le gare non si vedono, e che fanno la differenza. E’  comunque un lavoro che richiede un livello di impegno sempre più alto.


Che consigli daresti a chi vuole intraprendere questo mestiere? E si devono seguire studi o corsi particolari?
No. L’unica cosa è la passione. Si inizia dando una mano o un aiuto a qualcuno; poi si viene affiancati a qualcuno che abbia esperienza. Io, ad  esempio, ho incominciato da solo: 12 anni fa a Forlimpopoli. I primi tempi non c’era molta organizzazione, molte cose si facevano “a mano”. Ora vi sono dei “programmi virtuali”, inizialmente complicati, difficili; col tempo si sono più evoluti, e con un programma (il “Data Volley System”) tutto è diventato più semplice. E’ adatto anche per altri sport di squadra come il basket, il calcio in particolare.


Sei abituato a dare i numeri: che numeri ha la Foppa per vincere?
Sicuramente alti! La classifica parla chiaro: nessuno immaginava un gioco migliore di questo…e con tutti i problemi di infermeria avuti in questa prima parte di campionato! La forza della squadra, comunque, è il cambio-palla.


Un numero, anzi un voto, alla società e perché.
10! Oltre ad essere quella che ha vinto tanto, da molti anni è ad alto livello; e sul piano organizzativo, manageriale ecc…è quella che ha meno lacune.


Sei stato, e sei, a contatto con molti tecnici: con quali ti sei trovato meglio?
Quasi tutti mi hanno dato tanto e trasmessa la passione, anche come persone. Non elenco i nomi perché alcuni sono pressoché sconosciuti. Ma in particolare ricordo quelli con i quali sono stato insieme nei miei primi anni di lavoro, e fra questi c’è Di Pietro con il quale ho lavorato a Forlimpopoli.


E’ importante l’affiatamento fra lo staff tecnico?
Non è fondamentale. E’ importante la fiducia che si ha negli altri. Siamo professionisti per cui ognuno sa cosa deve e può fare.
 Racconto un aneddoto: al primo anno a Bergamo (c’era Caparra) d’accordo con lo staff, ci siamo presi l’impegno a non frequentarci molto dopo gli allenamenti. Al limite solo durante le finali di playoff: allora si stava un po’ insieme la sera. Visto che quell’anno si è vinto lo scudetto, anche l’anno dopo si è proseguito in quel modo.


Un sogno nel cassetto di Simoncelli?
Diventare 1° allenatore, e visto che ancora non l’ho vinta: la Coppa Italia.

E con questo salutiamo e ringraziamo Andrea, ma noi aggiungiamo anche il nostro sogno che è quello di vincere lo scudetto, e che Andrea ci “visioni” il filmato che a maggio vorremmo vedere: la Foppa tricolore! IN BOCCA AL LUPO comunque a Simoncelli e che possa coronare il suo desiderio, quello di diventare allenatore; magari , perché no?, proprio a Bergamo!