|
|
Dove sei nata?
Quando? |
|
Carriera:
A quale età è nata
la tua passione per la pallavolo?
Ero molto giovane; quindi si parla di 7-8 anni, più o meno.
C’è una squadra, poco nota, nella quale
hai giocato quando eri ragazzina e che ti ha dato particolari soddisfazioni?
Sì, il Montalto, era in C2, la squadra in cui io ho esordito.
E’ sicuramente la squadra che mi ha dato più soddisfazione.
A che età hai esordito?
In C2 avevo 13 anni.
Ci racconti un episodio bello ed uno
brutto che vorresti cancellare della tua carriera?
Allora, uno bello è sicuramente la vittoria del mondiale; uno
da cancellare probabilmente la sconfitta contro la Germania alle Olimpiadi di
Sydney.
Vicenza; cosa hai portato via con te di
quella città e di quell’esperienza?
Sicuramente moltissime cose positive perché a Vicenza sono
stata 6 anni e li ho vissuto gli anni più belli della mia vita e quindi
sicuramente cose molto positive, sia dalla città che dagli allenatori che ho
avuto, sia dalla società intera.
Due parole sui mondiali; quanta soddisfazione c’è per la
medaglia d’oro e quanta amarezza per l’infortunio che non ti ha permesso di
giocare, se non la prima partita ?
Sicuramente c’è molta più soddisfazione perché l’amarezza è
andata via pin piano che si cominciava a vincere. Una grande soddisfazione, ma
una grande voglia di continuare adesso, dopo questo successo; quindi nonostante
l’infortunio non mi sono mai persa d’animo e sono andata avanti. Adesso voglio
ancora vincere.
Le aspettative che
avevi (sinceramente) partendo per la Germania; cosa pensavi che l’Italia potesse
realizzare…
Io ero convinta che potessimo entrare nei primi 4
posti; chiaramente quando siamo arrivate a giocarci la semifinale, io,
onestamente, credevo di potercela fare.
Una domanda che ci è stato chiesto di
farti; nel Vicenza, un paio di partite, le hai giocate come palleggiatrice. Come
valuti quell’esperienza e non hai mai pensato di cimentarti in quel ruolo?
Sì, ho giocato due partite di campionato, è vero… Ho giocato
da palleggiatrice quando ero giovane; avrei voluto fare la palleggiatrice,
perché io ho iniziato nell’under 14 in quel ruolo. Quando mi hanno cambiato
ruolo ero arrabbiatissima perché mi piaceva palleggiare… Adesso onestamente è un
po’ tardi per intraprendere la carriera di palleggiatrice, quindi, per il
momento va bene così.
Bergamo: secondo te è un
punto d’arrivo o un punto di partenza?
Io spero che sia un punto di partenza; ho voglia di vincere,
ho voglia ancora tanto, anche se non sono più giovanissima, però spero proprio
che sia un punto di partenza.e preferito.
Curiosità:
Ci racconti qualche cosa
di Ivrea vista e vissuta da te, anche se penso che tu ci abbia vissuto un po’
poco?
Ho vissuto ad Ivrea quando ero molto giovane e quello che
ricordo più di tutto è il carnevale, che non so se conoscete; nel carnevale di
Ivrea c’è la battaglia delle arance. E’ molto famoso, è un carnevale storico ed
io ho partecipato per tutti gli anni che sono rimasta ad Ivrea ed è una cosa che
mi è rimasta dentro. Quando ci torno è una cosa a cui voglio sempre partecipare
perché mi piace tanto.
Cosa ti piace di Bergamo, inteso come città,
e cosa cambieresti?
Non la conosco ancora moltissimo; la città mi piace. Il
centro è molto carino, ci sono molte gallerie d’arte, come ho potuto vedere.
Cosa cambierei? Cambierei i posteggi che non riesco mai a
trovarli da nessuna parte.
Abbiamo sbirciato un po’
in Internet, su alcune pagine e siti che parlano di te, ed abbiamo visto che uno
dei tuoi hobby è il computer. Però abbiamo visto che Paola Paggi non ha un sito
Internet. Come mai ?
Uscirà tra pochissimo, lo stiamo facendo ed è in via di
sviluppo. Mancano ancora alcuni dettagli e poi uscirà.
Sempre in uno di questi siti, ho visto che la
tua attrice preferita è Julia Roberts. Confermi?
Sì, è vero.
Qual è il suo film che preferisci ed
il film del quale hai pensato “Oddio quanto mai ha recitato in quel film”?
No, male non direi, non c’è un film in particolare che non mi
è piaciuto; quello che preferisco è ovviamente … che ovviamente non mi viene… sì
Pretty Woman.
Paola Paggi e gli amici; che tipo sei? Sei
una che ha tanti amici, che tiene i contatti o sei una ragazza tutta casa e
allenamento ?
Mi piace avere tanti amici e mi piace mantenere i contatti.
Mantengo i contatti anche con persone lontane se veramente ne vale la pena.
Credo veramente nell’amicizia, per me è importantissima e ci tengo che i miei
amici mi stiano vicina anche da lontani.
Nei momenti di tensione,
prima delle gare che contano ( o prima di un esame, per esempio per noi ),
ognuno ha un gesto scaramantico che lo aiuta a sopportare la tensione. Cosa fai
tu in questi casi ? Ad esempio, cosa facevi prima della finale del mondiale ?
Ma qualcosa in particolare non lo faccio; onestamente non è
che faccio niente di particolare. Sono molto carica; ecco, sì, non riesco a star
ferma; corro, cammino, scherzo con le compagne… Non riesco mai a stare ferma,
zitta e seduta.
Una cosa che vorresti realizzare prima o poi
nella tua vita, anche non legata alla pallavolo, ed una che sei sicura che non
farai mai perché la odi.
Sicuramente non farei un lavoro in ufficio; io ho bisogno di
stare molto a contatto con la gente, e quindi farei sicuramente qualcosa di
diverso.
Il mio sogno è quello di iniziare la carriera da Beacher,
quindi giocare a Beach Volley, ed avere un mio bagno, un mio stabilimento
balneare dove allenarmi e lavorare allo stesso tempo.
Questa sarebbe la cosa che
non avresti fatto se non avessi giocato a pallavolo?
Sì, ma io spero di avere ancora tempo per farlo.
Ti chiamano Paggisan; cosa ne pensi di questo
soprannome?
Beh, l’ho detto io di chiamarmi così. E’ un nomignolo che mi
ha dato il mio ex moroso; ci sono molto affezionata e quindi quando mi hanno
chiesto quale è il
mio soprannome, io ho detto Paggisan, e adesso mi chiamano
tutti così.
Le tue canzoni preferite?
Ne ho moltissime; il cantante che mi piace di più in questo
momento è Lenny Cravitz; però ascolto moltissima musica e spazio dalla musica
italiana a quella straniera senza problemi.
Ami cucinare?
Amerei cucinare se avessi un po’ più di tempo; purtroppo
cucinare per me da sola non mi va. Preferisco avere qualcuno.
Una cosa che ti viene bene in cucina?
Il tiramisù.
I tifosi:
Una cosa che ho sempre
ammirato in te è il rapporto che avevi con i ragazzi di Vicenza; ad esempio dopo
la conquista della coppa C.E.V. ( che noi ricordiamo bene), eri sotto la curva a
festeggiare con loro, a battere il 5 a tutti… Che ricordo hai dei tifosi di
Vicenza?
Molto buoni; loro mi sono stati vicino fin
dall’inizio; chiaramente erano molto legati a me perché io sono stata l’unica ad
aver iniziato con loro, quindi dalla serie A2, siamo passati in A1. Ho passato
con loro sconfitte e vittorie e quindi c’era un rapporto diverso rispetto alle
altre giocatrici. Io li ricordo con molta simpatia perché veramente hanno fatto
il possibile per me è per le mie compagne.
Cosa pensi dell’accoglienza che hai
avuto a Bergamo?
Guarda, sono stata molto contenta perché già alcuni
ragazzi di Bergamo li conoscevo. Un’accoglienza incredibile visto che sono una
giocatrice nuova qui. Sono molto contenta.
Foppapedretti:
Come ti trovi nella Foppa? C’è
affiatamento nel gruppo o è ancora un po’ presto…
Nella Foppa mi trovo molto bene; è una società molto
organizzata, le ragazze sono incredibili. Hanno voglia di lavorare, e questo è
molto importante.
L’affiatamento bisogna ancora raggiungerlo perché non siamo
ancora al massimo. C’è bisogno di un po’ di tempo, come in tutte le squadre
nuove. Bisogna avere solo un po’ di pazienza, ma il gruppo arriverà…
Chi è la tua compagna nelle trasferte?
Una cosa che le ruberesti ed una che le butteresti dalla finestra.
La mia compagna di stanza è Francesca; cosa le
butterei. No, niente, non c’è nulla che mi dia fastidio. Cosa le fregherei, il
telefonino che le suona sempre…
L’allenatore, che tipo è? Visto da
fuori sembra uno che vi fa lavorare molto…
Sì, fa lavorare molto, ma giustamente. Io trovo che sia un
allenatore molto valido; arriva dal maschile e quindi ha molta esperienza ed
anche diversa; ritengo che sia l’allenatore giusto per questa squadra.
La pallavolo, qualche tempo fa, era
semi sconosciuta. Ora ne parlano tutti; la t.v. i giornali… Se da una parte
tutto ciò è positivo, non credi che si corra il rischio che con il tempo la
pallavolo diventi come il calcio, in cui ingaggi ed interessi extrasportivi la
porteranno un po’ al tracollo ( vedi ad esempio Matera, Reggio Calabria o Parma
nel maschile..)?
Secondo me è un po’ impossibile, perché nella pallavolo non
girano gli stessi soldi del calcio. Avremo maggiore interesse, maggiori ascolti
da parte del pubblico, ma non arriveremo mai al livello del calcio.
Una promessa per noi ragazzi dei “Fo’
di Strass” per questa stagione?
Vi faremo divertire, e piangere….. di gioia,
ovviamente !!!
Grazie a Paola per l’intervista, per
la disponibilità e la sua simpatia.
By Stefano Cugini