|
|
Dove sei nato?
Quando? |
|
Dove hai allenato?
Ho allenato le giovanili maschili del Ravenna, 4 anni in B1
nella Lugo maschile, altri 4 anni nel maschile della Messaggero Ravenna, poi ho
allenato nell'Icot Forlì (portandola dalla B2 alla B1), 3 anni in un'altra
società di Forlì (la Claus, serie B1 femminile), un anno ad Urbino e mi sono
preso anche un anno di pausa.
Come ti trovi a
Bergamo?
E' una città molto bella, dove mi trovo decisamente a mio agio.
Mi avevano detto che i bergamaschi erano gente fredda, ma ho avuto il piacere di
scoprire che non è vero.
Cosa ti senti di
promettere ai Fò di Strass?
Promessa è una parola grossa, però posso dire che qui noi
facciamo sempre il massimo, con grandi obiettivi davanti a noi. Sono convinto
che con calma e pazienza ne raggiungeremo di importanti.
L'episodio più bello e quello
più brutto della carriera?
Quello più bello è stato arrivare a Bergamo; il più brutto è
stato l'esonero a Forlì dopo la promozione: infatti l'obiettivo della squadra
era la salvezza, e invece eravamo al secondo posto in classifica, perciò non me
lo aspettavo. Però mi sono preso la rivincita battendo questa squadra con la
Foppa.
Cosa hai pensato quando
ti hanno chiamato?
Non sono riuscito a dormire per tutta la notte, è stata una
chiamata totalmente inaspettata, in più ero convinto che avrei allenato una
squadra di serie A2 o B1. All'alba mi sono alzato per precipitarmi a Bergamo a
discutere i termini del contratto. Sono molto contento.
Hai degli hobby?
Sì, siccome abito al mare mi piace molto giocare a beach volley
e pescare; amo anche camminare in montagna e fare un po' di alpinismo. Purtroppo
non ho ancora avuto il tempo di visitare le montagne bergamasche, ma appena mi
sarà possibile lo farò.
Mi piace anche la buona cucina!
Che musica ascolti?
Rock anni settanta, tipo Bruce Springsteen e Joe Cocker, i
Rolling Stones... e mi piace anche la musica Jazz.
Finalmente! Sono l'unico dei tifosi che
ascolta Rock e Metal, dopo le due precedenti interviste mi ero sentito
abbastanza solo.
C'è uno di noi che è appassionato di Heavy Metal, è Roberto
Benis.
Come ti trovi ad allenare il
femminile?
Bene, perchè c'è tanta disponibilità. A parte la potenza e
alcuni piccoli particolari la differenza col maschile non è tanta; secondo me
l'importante è avere il giusto rapporto con le persone.
E' difficile
comprendersi con le straniere?
Si fa fatica, non sai mai cosa capiscono. Poi grazie ai corsi di
lingua che fanno ed alla buona volontà ci si capisce meglio.
Cosa ti piace bere?
Birra ed il vino buono.
Come definiresti Kyraly?
Il miglior giocatore di tutti i tempi, un grandissimo uomo:
simpatico, disponibile e molto preciso nel fare il suo lavoro. Un ragazzo in
avvio di pallavolo dovrebbe guardarsi le videocassette di allenamento.